Degustazione al buio di dolci siciliani: un gioco da fare a tavola
Una degustazione al buio di dolci siciliani può nascondere il nome dell’assaggio, mantenendo chiari gli ingredienti per chi partecipa. Il gioco consiste nel riconoscere sapori e consistenze, senza dover indovinare a ogni costo.
Preparare il gioco
Scegli due o tre dolci, per esempio paste di mandorla miste e ’nzuddi della selezione SicilyAddict. Concorda prima i prodotti e lascia consultabili composizioni e confezioni; poi assegna alle porzioni una lettera invece del nome.
Non è necessario bendare i partecipanti. Basta servire i piccoli assaggi su piattini identificati e chiedere di non leggere il nome commerciale fino alla fine del giro.

Le domande rendono interessante il boccone
Per ogni assaggio chiedi: è più morbido o più croccante, quale profumo riconosci, quale ingrediente sembra guidare il gusto? Ciascuno può scrivere tre parole prima di confrontarsi con gli altri.
Tra un dolce e il successivo lascia una breve pausa e acqua a disposizione. Se le ricette sono molto simili, il confronto può concentrarsi sulla consistenza invece di pretendere un’identificazione precisa.
Svelare il nome e continuare la conversazione
Alla fine mostra le confezioni e confronta le parole scelte con le preparazioni reali. Non trasformare una risposta diversa in un errore: due persone possono percepire lo stesso boccone in modi differenti.
Per una serata natalizia puoi aggiungere una domanda finale: quale dolce porteresti a una persona cara e perché? Il gioco diventa così un modo di raccontare preferenze e ricordi, mentre nomi e ingredienti restano collegati ai prodotti effettivamente serviti.
Domande frequenti
Bisogna nascondere anche gli ingredienti?
No. Composizioni e prodotti vanno concordati e lasciati consultabili: il gioco può riguardare soltanto il nome.
Serve una benda?
No. Puoi usare piatti con lettere o numeri senza mostrare subito il nome commerciale.
Vince chi riconosce tutti i dolci?
Puoi scegliere un gioco senza punteggio, dedicato a descrivere e confrontare le impressioni.








