Frutta martorana palermitana, storia ricetta originale

La frutta martorana, la cui ricetta originale fa parte della storia dell’isola, è un dolce della tradizione siciliana conosciuto in tutto il mondo. Contrariamente a quanto suggerisce il nome non è un frutto, anche se la si potrebbe scambiare per tale e, nonostante sia tipica della Festa dei morti, la si trova nelle pasticcerie tutto l’anno, esposta in bella vista nelle vetrine a catturare l’attenzione dei passanti.

Cos’è la frutta martorana, significato

Si tratta di una preparazione dolciaria che si ottiene dalla pasta reale, un ingrediente simile al marzapane dal quale differisce, però, per la realizzazione con mandorle, zucchero, acqua di fiori d’arancio. Il composto che ne viene fuori, estremamente modellabile, permette ai pasticceri di ottenerne tante e diverse forme, molto realistiche, che riproducono appunto frutta così come altri soggetti.

La storia della frutta martorana

La frutta martorana palermitana deve il suo nome a Eloisa Martorana, fondatrice del terzo monastero benedettino di Palermo con all’interno un bellissimo giardino, invidiato da tutta la città e profumato grazie ai numerosi alberi di limoni, cedro e zagare. E sarebbe stata creata proprio qui, dalle monache della Martorana, l’omonima frutta. Accadde infatti che, in attesa della visita del re, curioso di vedere il giardino tanto decantato, una monaca, per sopperire alla mancanza di vegetazione dovuta all’autunno, propose di offrirgli un dolce di sua invenzione. Questo era a base di mandorle e miele che, manipolati insieme e lasciati asciugare all’aria, erano in grado di dare vita ai limone che il giardino momentaneamente non offriva. E che e le suore decisero di appendere agli alberi. Il re cadde nel benevolo inganno con tutte le scarpe. Dopo aver fatto i complimenti per i frutti, ne staccò uno dall’albero e si accorse, al primo morso, della dolcissima sorpresa. Il resto è storia.

La ricetta della frutta martorana fatta in casa

Realizzare la frutta martorana in casa è veramente molto semplice, basta amalgamare insieme gli ingredienti che trovate elencati sotto e seguire ogni singolo step. Ma, prima, una precisazione.

A caldo o a freddo?

Esistono due metodi per realizzare la frutta martorana, quello a caldo e quello a freddo (che trovate sotto). Il primo consiste nello sciogliere lo zucchero nell’acqua a fuoco lento e, non appena inizia a bollire, nell'unire lontano dal fuoco farina di mandorle ed essenza delle stesse, quindi amalgamare bene fino ad ottenere un composto modellabile.

Ingredienti

  • 1 kg di farina di mandorle
  • 750 gr di zucchero a velo
  • 100 gr di glucosio liquido per dolci
  • 2 fiale di essenza di mandorle
  • 70 ml di acqua (a temperatura ambiente)

Preparazione

Versate in un recipiente la farina di mandorle e lo zucchero a velo. Mescolateli ed aggiungete il glucosio e l’essenza di mandorle. Impastate bene il tutto unendo, man mano l’acqua. Dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo.  A questo punto bisogna modellarla al meglio o trasferire negli appositi stampi.

Stampi per frutta martorana

Per confezionare la frutta martorana ottenendo un risultato impeccabile nella forma e nell’aspetto bisogna ricorrere agli stampi. Quelli tradizionali, che sono ancora reperibili a Palermo, sono di gesso. In alternativa si possono acquistare in silicone sia nei negozi specializzati in articoli da pasticceria oppure on line, dove la scelta è piuttosto vasta ed offre numerosi soggetti tra frutta, verdura, pesce, angioletti & Co. Se di gesso, prima di introdurvi la pasta rivestiteli con la pellicola trasparente e, una volta ottenuta la forma, mettete i soggetti ad asciugare per 24 ore su un vassoio abbondantemente spolverato di zucchero a velo, per non farli attaccare.         

Ludido per frutta martorana fatto in casa

Per lucidare la frutta martorana è necessario ricorrere ad un lucido comodamente reperibile in commercio. Si usa diffusamente la gomma arabica alimentare.

Frutta martorana Bimby

Per preparare la frutta martorana col Bimby a partire dalle mandorle basta inserirle nel boccale e tritarle 30 secondi a velocità 9, quindi metterle da parte ed unire nel boccale lo zucchero e la scorza di limone, polverizzare 20 secondi a velocità 10, quindi unire la farina di mandorle, l’acqua, il glucosio e amalgamare 20 secondi a velocità 4.

Curiosità sul dolce

Tanto è popolare quanto al centro di numerosi dubbi e curiosità: la frutta martorana è originale ed accattivante con il suo aspetto così veritiero. A Messina così come a Palermo - o nel resto della Sicilia - è facilmente reperibile. Per comprarla al di fuori dell’isola si può fare affidamento alla vendita online della frutta martorana. Su Sicilyaddict ne trovate una delle migliori.

Come si dipinge la frutta di Martorana

Si dipinge ricorrendo ad un mix di ingredienti, in particolare a coloranti in polvere, alcool e lucido alimentare. Oltre, ovviamente, dei pennelli ad uso alimentare di varie dimensioni, e dei piattini e ciotoline di plastica. Basta intingere il pennello nell'alcool e farne cadere poche gocce sul colorante in polvere, quindi mescolare bene e usare quanto ottenuto sulla pasta.

Come conservarla

La frutta martorana va preferibilmente conservata in un luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti di calore. In tali condizioni si mantiene al meglio.

Quanto costa 

Il prezzo al kg della frutta martorana varia a seconda della pasticceria o del produttore, ma si aggira comunque sui 28 euro.

Quanto dura la frutta di marzapane?

La frutta di marzapane dura parecchie settimane, all’incirca 3-4 mesi grazie alla presenza del glucosio che riesce a trattenere perfettamente l'umidità.

Photo Credit | OppidumNissenae via Wikimedia Commons

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