Alla scoperta dei 5 formaggi siciliani Dop

Oggi andiamo alla scoperta dei formaggi siciliani Dop che, da poco, sono diventati 5 grazie ad una meritata new entry. Li conoscete già? Acquistabili online grazie ai numerosi e-commerce presenti in rete (Sicilyaddict ne ha una gran bella selezione) alcuni sono storici formaggi siciliani che vantano una lunghissima tradizione. Dal pecorino al ragusano Dop, eccone caratteristiche e usi in cucina, ma prima qualche info!

I formaggi storici siciliani

Il formaggio, non creerà stupore, rappresenta da sempre uno dei prodotti e degli alimenti base dell’alimentazione di pastori e contadini. Emblema della cucina povera, è un alimento completo che questi ultimi hanno imparato a realizzare a causa dell’esigenza di conservare più a lungo il latte, che altrimenti sarebbe andato perduto. I formaggi della tradizione casearia sicula sono frutto non solo di materie prime strettamente legate al territorio, ma anche di particolari attrezzi utilizzati, parte integrante del contesto socio-culturale della Sicilia di chi alleva e lavora la terra (così come, del resto, ciò riguarda anche i salumi siciliani).

Elenco dei formaggi siciliani Dop

Come anticipato, l’elenco dei formaggi siciliani Dop si è appena arricchito di una nuova entrata. Chi la conosce già sa quanto si sia meritata questo ambizioso posto. Eccoli, uno per uno, con le loro peculiarità e gli abbinamenti perfetti: fanno tutti parte, in un modo o nell’altro, della storia dei formaggi siciliani.

Pecorino siciliano dop

Da non confondersi con il “formaggio siciliano con il pepe” che vedremo più sotto, il pecorino ha origini antichissime. Ha un gusto particolarmente deciso ed appena piccante. Il suo grado di sapidità aumenta all’aumentare della sua stagionatura. In cucina si usa sia come ingrediente che, grattugiato, per essere spolverato sulla pasta. Si prepara a partire dal latte intero di pecora e la sua forma viene garantita dal riposo dentro degli appositi canestri, chiamati fasceddi, che contribuiscono, poi, a creare le classiche righe presenti sulla crosta.  Il machio DOP è riservato al solo Pecorino Siciliano stagionato da 3 a 18 mesi. Come anticipato, esiste un particolare tipo di formaggio, simile al pecorino e tempestato di grani interi di pepe nero, che però non vanta la denominazione di origine protetta. Il pecorino Siciliano DOP viene servito nell’ambito di antipasti rustici con olive verdi in salamoia o nere infornate, salumi e sottaceti nonché pane “di casa” fresco. Si abbina ai vini rossi corposi. 

Ragusano Dop

Il Ragusano Dop uno dei formaggi siciliani più antichi (se ne hanno tracce già nel 1500). E’ un formaggio a pasta filata prodotto con latte di vacca intero crudo. Dal sapore dolce ed aromatico, più piccante se stagionato, trova ampio spazio nella cucina tipica siciliana. Il ragusano viene prodotto all’interno di tradizionali forme di legno che si chiamano “mastredde”. Queste sono le responsabili della particolare ed inconfondibile forma di parallelepipedo che tale formaggio ha. Protagonista di alcune ricette tipiche quali il caciocavallo all’argentiera, la pasta al forno, il timballo di anelletti e tanto altro. Si può usare al posto del parmigiano o del grana sulla pasta. Si può accompagnare a vini bianchi (specie quando è “giovane”) e rossi nell’ambito di un aperitivo. Tra questi ultimi si sposa bene con il Nero d’Avola e con il Syrah. Resta delizioso, comunque, come formaggio da tavola.

Piacentinu ennese DOP

La produzione del Piacentinu ennese – circoscritta ai comuni di Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera e Villarosa - viene puntualmente esaurita prima della fine di ogni anno, ciò a fronte della grande richiesta rispetto alla esigua offerta. Già, perché i produttori di Piacentinu, in Sicilia, sono veramente pochi. Il formaggio si realizza con latte ovino intero crudo, ha un colore che vira al giallo grazie alla presenza dello zafferano del quale riporta anche il delicato odore.  In cucina si usa in ricette di primi piatti come la pasta ncasciata o i fagottini ripieni di Piacentinu, per fare i carciofi ripieni o i carrubbeddi, delle frittelle aventi come base il formaggio arricchito con acciughe che viene poi tuffato in una pastella e fritto.

La vastedda del Belice Dop

La Vastedda della Valle del Belìce Dop indica esclusivamente il formaggio di latte di pecora a pasta filata, ottenuto con latte di pecora intero crudo allevata nell’omonima valle (sita nella parte sud-occidentale della Sicilia). Il formaggio fresco di pecora ha un sapore particolare che presenta note acidule. Dalla pasta bianca, ha la classica forma a focaccia. La Dop deve avere un diametro compreso tra 15 e 17 cm e non deve superare i 700 grammi, ma neanche essere inferiore al ½ kg. La Vastedda della Valle del Belice si consuma prevalentemente fresca, anche grazie al periodo di produzione, che si concentra in estate. Regala il suo meglio con pomodoro, origano e un filo di olio e si sposa divinamente con i vini tipici siciliani.

Provola dei Nebrodi Dop

Ultima entrata nell’elenco dei formaggi siciliani Dop è la provola dei Nebrodi. Formaggio di latte di vacca a pasta filata, ne esistono diversi tipi. La si trova fresca, semi-stagionata, stagionata, sfoglia e con limone verde (una chicca, quest’ultima). Il formaggio nasce a Floresta. Quando è fresco ha una classica forma a pera, con o senza testina; le altre tipologie sono ovali con breve collo. A seconda della stagionatura è più o meno piccante. La si può gustare come formaggio da tavola nell’ambito di antipasti caserecci e al posto della mozzarella in alcune preparazioni da forno. Si sposa sia con vini bianchi che rossi.

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